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Progetto Carsiana

Inaugurazione

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Una rete cablata di stazioni meteo per il monitoraggio dei microclimi epigei ed ipogei del Carso

 

Un altro grande traguardo ha segnato il cammino dell'UMFVG e proprio nel giorno del suo quarto anno di vita. Il 26 maggio 2004 infatti, presso il giardino botanico “Carsiana” situato nel comune di Sgonico (altipiano carsico) ad una ventina di chilometri dal centro di Trieste, si è ufficialmente inaugurata la rete di stazioni meteorologiche sperimentali per il monitoraggio microclimatico delle doline e dei pozzi carsici.

Il progetto, finanziato dalla Provincia di Trieste, vede l'UMFVG impegnata a ricoprire il ruolo principale in qualità di coordinatore degli enti che vi partecipano: la Commissione Grotte “E. Boegan” della Società Alpina delle Giulie come Sezione di Trieste del CAI (CGEB), l'OSMER-ARPA e la Sezione “F. Vercelli” di Trieste dell'Istituto di Scienze Marine del CNR (ISMAR).

La CGEB ha curato, grazie alla preziosa opera di Davide Crevatin (Foto 2.4) , tecnico del corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico, l'allestimento dei sensori di temperatura nella piccola cavità carsica profonda 40 m che si apre sul fondo della dolina.

La grande professionalità dei tecnici dell'OSMER Davide Pascolo e Mauro Trevisan (Foto 2.3), aiutati dal “solito” Sergio Nordio, ha permesso l'eccellente sistemazione delle stazioni elettroniche: i 5 sensori di temperatura sistemati in altrettante posizioni diverse, i 2 igrometri ed il pluviometro posizionato sul fondo della dolina sono stati collegati con la messa in posto di quasi 800 m di cavi, in parte interrati.

 

Da sinistra a destra

  • Lo stato di conservazione di una capannina appena recuperata da carsiana (Foto F. Pieri)
  • Il risultato del recupero di Furio Pieri (Foto F. Pieri)
  • Davide Pascolo e Mauro Trevisan alle prese con la configurazione della stazione elettronica (Foto F. Pieri)
  • Davide Crevatin al lavoro nel pozzo interno a 30 m di profondità (Foto R.R.Colucci)

 

L'ISMAR ha collaborato logisticamente con l'OSMER e la CGEB per la sistemazione dei sensori e si occupa ora della gestione delle stazioni e della raccolta dei dati. Qualche parola a parte bisogna usarla per Furio Pieri per aver rimesso a nuovo, con maestria artigiana d'altri tempi, le due capannine in legno che, dopo essere state abbandonate per anni all'azione logorante degli agenti atmosferici, erano ormai in condizioni disperate (Foto 2.1-2.2). Furio ha anche provveduto alla revisione ed al recupero dei due termoigrografi e si occupa della loro taratura e del cambio diagrammi. Gli strumenti meccanici forniscono così un indispensabile supporto alla strumentazione elettronica.

 

Alcuni dettagli sulla strumentazione

 

Vediamo nel dettaglio come è stata sistemata la strumentazione aiutandoci con la sezione del pozzo e della dolina schematizzati in figura 1.

Nella parte sommitale della dolina sono stati sistemati sul prato alla destra dell'ingresso, un sensore elettronico di temperatura (termoresistenza PT100) ed un sensore elettronico per l'umidità (sensore capacitivo) affiancati dal termoigrografo meccanico sistemato in una delle due capanne meteorologiche restaurate.

Sul fondo della dolina è stata invece installata la centralina di acquisizione a fianco della quale trovano sistemazione un'altra termoresistenza PT 100, un igrometro ed un pluviometro con segnale di uscita a contatto reed. Ad un paio di metri di distanza trova posto la seconda capannina meteorologica con annesso termoigrografo.

Completano la sensoristica installata le tre sonde PT 100 posizionate a –16, -26 e –39 m dall'ingresso del pozzo carsico che si apre ad una quindicina di metri ad Est del fondo dolina posto a 214 m sopra il livello medio del mare.

I dati sono registrati in continuo e sono archiviati con cadenza oraria.

 

 

Ma perché tutto questo interesse per questo luogo?

La “Carsiana” è molto più di un semplice giardino botanico in quanto ospita in un ristretto spazio una ricchezza di microclimi, fenomeni geologici e aspetti botanici che riproducono i caratteri salienti del Carso.

L'area di provenienza delle specie ospitate corrisponde agli ambienti più disparati del territorio compreso tra le foci del Timavo, la valle del Vipacco, i Monti Auremiano ( 1027 m ) e Taiano ( 1028 m ) e la foce della Dragona. In questi 1100 chilometri quadrati sono presenti circa 1.600 specie botaniche, e "Carsiana", nei suoi 5.000 metri quadrati , ne ospita più di 600.

Per queste sue peculiarità fin dalla sua costituzione, avvenuta nel 1964, nella dolina di “Carsiana” erano state posizionate alcune stazioni meteorologiche allo scopo di monitorare il delicato ecosistema e di raccogliere dati omogenei per lo studio del singolare microclima.

Da molti anni ormai però le stazioni erano in totale abbandono e la proposta fatta dalla Provincia di Trieste all'UMFVG di incaricarsi del ripristino e del rafforzamento della piccola rete di rilevamento microclimatico è stata da noi accolta con grande entusiasmo.

L'estensione del monitoraggio a varie profondità all'interno del pozzo carsico ha inoltre reso questo esperimento unico nel suo genere.

I pozzi carsici sono le tipiche cavità a sviluppo verticale direttamente collegate con l'ambiente esterno che si trovano nelle zone carsificate. Ora, per la prima volta, grazie alle misurazioni continue che saranno fornite dai sensori elettronici, si potranno fare degli studi approfonditi di meteorologia ipogea al loro interno. I dati raccolti saranno fondamentali per studiare il comportamento dell'aria fredda densa che si raccoglie durante l'inverno e vi rimane poi intrappolata anche durante il periodo estivo. Il fenomeno, noto fin dall'antichità, fu usato in passato dalle popolazioni del Carso per produrre grandi quantità di ghiaccio durante i mesi invernali da usare poi durante i periodi caldi.

 

 

Il fondo della dolina di Carsiana nel febbraio del 2005

 

A questi “frigoriferi naturali” si aggiunsero le note “iazere” (trad. ghiacciaie) ed ancora oggi, se si fanno quattro passi nei boschi del Carso, è possibile imbattersi nei resti di queste strutture, usate in passato anche a scopi commerciali. Il ghiaccio delle “iazere” infatti, trasportato con i carri, era venduto a peso in città, mentre quello prodotto nelle “grotte del ghiaccio” della Selva di Ternova (ora Carso sloveno) veniva inviato addirittura fino ad Alessandria d'Egitto.

Un progetto importante quindi, un progetto scientifico che si mescola però alle tradizioni ed alla storia delle popolazioni del Carso.

Dal mese di maggio 2005 sono iniziate, presso il giardino di Carsiana, anche le visite meteorologiche guidate e a breve l'UMFVG organizzerà la prima escursione didattica in Carsiana e la speranza è quella di vedervi partecipare numerosi per trasmettere anche a tutti voi l'entusiasmo che questo progetto ha già scatenato in coloro che hanno partecipato alla sua realizzazione ai quali rinnovo il più sentito ringraziamento.

 

Link ufficiale al sito del giardino botanico Carsiana: www.carsiana.eu


Renato R. Colucci

ISMAR-CNR Trieste

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